Abruzzo

Canale Maiori - Sirente

Canale_Maiori1

Uscita invernale da  fare in tardo inverno con piccozza e ramponi. D'estate è tutto sfasciumi e poco gradevole.

Sulla strada che collega Rocca di Mezzo (AQ) a Gagliano Aterno, la provinciale 11a, dopo circa 12Km dal bivio, si giunge a una curva verso sinistra da cui scende una piccola gola. Qui si vedono dei segnavia e si può parcheggiare. Si prende il sentiero che sale e dopo neanche un chilometro c'è un bivio (a sinistra si va verso la Val Lupara, altra magnifica salita, solo un po' più lunga e meno impegnativa del Canale Maiori). Prendere sulla destra e seguire i bolli rossi e bianchi sugli alberi che portano verso la valle dell'Inserrata (cartina Velino-Sirente, ed. Il Lupo). La salita si svolge in questa lunga valle che raggiunge la cresta del Sirente poco più a sud-est della cima a 2348 metri.

La volta che sono salito con l'Associazione Altaquota (www.altaquotastore.it) il tempo non era dei migliori. Arrivati in cresta del Sirente siamo stati accolti da nebbia e vento e posso dire di essere arrivato in Cima solo perché qualcuno mi ha fatto vedere la croce (non ci si vedeva che a qualche metro).

L'unica attenzione da avere è al bivio dopo neanche un chilometro. Occorre avere la certezza che si lasci sulla sinistra il grande sperone di roccia che divide a destra il Canale Maiori dalla Val Lupara a sinistra. Per il resto la via è quella del fondovalle da risalire fino alla cresta.

 

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Percorso_Traversata_2

 

Passeggio memorabile per la via, per la compagnia e per il tempo spettacolare. Altaquota (www.altaquotastore.com) è una associazione animata da Massimo con altri accompagnatori, che offre la possibilità di realizzare camminate e arrampicate impegnative e non.

Il 28 agosto 2011, Sandro e Massimo ci hanno permesso di compiere una parte della traversata del Gran Sasso in un senso di marcia non usuale.

Questa è la descrizione fatta da loro dell'itinerario percorso:

Spettacolare ed entusiasmante traversata, tra le più interessanti e suggestive del Gran Sasso; si sviluppa prevalentemente sul filo di cresta, toccando in successione il Torrione Cambi, la vetta Centrale e quella Orientale, con vedute mozzafiato che spaziano repentinamente dal versante sud di Campo Imperatore a quello nord del ghiacciaio del Calderone e ad est con il mare Adriatico sul "mitico" Paretone.

- Dall'Albergo di Campo Imperatore si segue il sentiero che passa per la Sella di M.Aquila, la Sella del Corno Grande e poco sopra il Sassone si devia a destra dove inizia la via ferrata che porta al bivacco Bafile: si aggira l'evidente spigolo SSE scendendo poi nella grande comba del versante est, ed all'inizio della rampa di accesso al bivacco si prende sulla sinistra il canale che porta direttamente alla Forchetta del Calderone 2790m . Si passa sul versante nord, attraversando l'ampio terrazzo che taglia la parete del Cambi e si imbocca il canale-camino fino a raggiungere la forchetta Gualerzi e dopo qualche metro il Torrione Cambi. Tornando indietro si segue la via normale che sul versante sud con passaggi di facile arrampicata esce sulla Vetta Centrale 2893m ; da qui, sul versante del ghiacciaio, segue una delicata ed aerea discesa che conduce alla Forchetta Sivitilli (dove da sud confluisce il canalone Haas Acitelli) e per facili roccette si arriva finalmente alla vetta Orientale 2903m . - DISCESA: Ghiacciaio del Calderone, Passo del Cannone, Sella del Brecciaio, Sella M.Aquila Albergo Campo Imperatore.
 
La traversata (una parte è segnata in rosso nella foto sopra), in effetti, è stata impegnativa dal momento che non si poteva mai perdere la concentrazione a causa del terreno scivoloso per ghiaia e roccette non sempre stabili, sia per le mani che per i piedi. Grande attenzione dunque, ripagata da vista mozzafiato su strapiombi e panorami infiniti, di cui dò solo qualche idea tramite le foto qui sotto.
Il gruppo era affiatato ed è giunto alla fine dopo circa ore di cammino, 1200 metri di dislivello e 13 chilometri (calcolati con GPS). E' seguita anche una semmi cena a Fonte Cerreto in attesa di uno del gruppo che, nonostante i crampi che lo hanno preso fin dal Torrione Cambi, è arrivato fino alla fine sostenuto da Massimo e altri partecipanti.
 
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Il Cefalone si raggiunge faciilmente da diversi punti di partenza. Quello che descrivo è quello che ho fatto e di cui sono testimone sicuro.

Dall'albergo-bar "La Vecchia Miniera" di Campo Felice (che ri raggiunge uscendo dalal A24 Roma-L'Aquila a Tornimparte) si percorre la strada verso Casamaina (uscendo dal parcheggio verso sinistra) e si arriva a un primo dosso. Qui si lascia la strada e si prende il costone per i prati salendo alla sella sovrastante. Da qui si prende un evidente sentiero che sale sulal destra, si supera un erto pendio e si raggiunge una valletta. Ci si porta verso destra sulal cresta e si segue la cresta fino alla cima.

Da qui si ha una vista, se si è fortunati e l'aria è limpida, verso sud sul Velino; verso Est sul Sirente e la Maiella; verso nord: in primo piano il Cagno a destra e l'Ocre davanti, in secondo piano tutta la catena del Gran Sasso; verso ovest il Terminillo.

Scendendo la cresta verso nord-ovest si scende ad un fontanile per animali e si prosegue verso destra sulla carrareccia che percorre l'altopiano verso il Cagno (si può prendere più diretta oppure seguire i mammelloni e andando un po' a zonzo, a chi piace, si arriva alla cime del Cagno dalla destra. In cima al Cagno ci sono due croci, una più piccola dell'altra. Da qui ci si affaccia sull'altopiano delle Rocche e sull'Aquila.

Dal Cagno, segunedo la bella e panoramica cresta, si arriva all'Ocre, segnalato da una targa. Si prosegue fino alla fine della cresta e da qui si scende verso il fontanile incontrato scendendo dal Cefalone. a destra c'è una sterrata che non va seguita, ma lasciandosela sulla destra si attraversano prati e ci si porta sotto un bastione del Cefalone dove si trova un albero isolato. Si vede sotto una sterrata che sale al margine del bosco. Prendendola in discesa si arriva a un bivio e si prende a sinistra per aggirare le pendici del Cefalone e ritornare in breve tempo (circa mezz'ora) sulla strada per Casamaina. Arrivati sulla strada in circa 1,5 chilometri si ritorna al punto di partenza.

Il cammino prevede circa 880 metri di dislivello (contando tutte le salite) e circa 15-16 chilometri di cammino. Con passo tranquillo e pausa pranzo ci si mettono circa 6 ore e mezza.

 

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